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Archives for: giugno 2016

Dominio di sé

 

 

 

Avere il dominio di sé — sarebbe come possedere la coscienza di dove appoggiano questi piedi, le nostre mani. Oppure filare all’incontrario diretti al punto cogente della propria ragione. Si può mai ?

Nell’ombra d’aria calda di queste prime giornate estive, alla finestra della stanza l’inclinatura di luce nel declinare di un raggio riflette con la dolcezza selvaggia di madreperla, uno stupore candido e muto e ricadente di senso enigmatico e vero.

Affidarsi alla grazia della sorgente del proprio raggio sul mondo – quello che siamo noi – credere nella stella e al suo mistero, che a volte illumina riflessa di notte una voce di ultima rosa estiva.

 

 

 

 

 

 

Concerto straordinario

( cliccare sull’immagine per ingrandire )

 

 

 

 

 

 

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Di ritorno sui miei passi, un giorno più tardi. Di ritorno dalla musica, quella  suonata dal vivo ; di ritorno dal canto vibrato in carne e sangue. Di ritorno da quella grotta che è il cuore umano, al quale si accede per la gola.

Come un lume splende di notte più solitario, così l’ascolto stupisce. E per miracolo quasi avviene uno svuotarsi d’affetti. Ed è qualcosa che leva insieme all’inattesa eco che in queste fibre tese promana.

 

 
Bologna
Santuario della Basilica di Sant’Antonio di Padova
mercoledi 22 giugno 2016 ore 21

 

 

 

 

 

L’orzo – di Marco Mazzanti

 

 

 

 

 

Curva l’ispide vette verso la madre terra l’orzo
e nel fluente mar delle setose ariste
getta qua e là le spighe come pesci in branco.
Mutano i culmi ormai, gli asciutti lembi
vinti son già dalla calura
e al carezzar del vento esala
dense fragranze amare
la messe che matura.

Testo originale di Marco Mazzanti

 

 

 

Condivido qui un testo di Marco Mazzanti ; un biglietto nella sporta della spesa insieme al pane fatto in casa da Renza, sua moglie, che il sabato al mercato non manco di comprare quando sono in città. Renza e Marco infatti lavorano la terra e allevano animali nella loro azienda agricola biodinamica in provincia di Ferrara. 

Il biglietto di Marco è rimasto sul mio tavolo per qualche settimana, nell’attesa che mi venisse un’idea per presentarlo, introdurlo all’attenzione di chi lo leggerà. Adesso forse quei campi saranno stati mietuti delle
” fragranze amare della messe che matura “.

In realtà, il ritmo che tocca come la brezza estiva ogni parola del testo è esso stesso il messaggero dell’intimità d’ascolto, che dal campo d’orzo s’ispira fino in questi versi che chiedono la stessa intimità per dischiudere al cuore il loro canto.

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Familiari

 

 

 

Patriarcali.
Disprezzo e rifiuto di ogni forma di individualità e creatività. Negazione perciò della vita stessa.
Idolatria del conformismo.
Il genos ( che è retaggio di donne !) vi è imprigionato. L’amore ( cristiano ) non abita qua.

 

 

 

 

 

 

Condominiali

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Una giornata di ordinaria follia quella mia di ieri, sotto l’urto della cattiva coscienza del prossimo. . .una notte e un giorno per cercare di nominarla

 

Cose da scrivere definitivamente nel libro della memoria :

  • normalmente uomini e donne vivono in uno stato di cattiva coscienza e si relazionano in vista di un obiettivo principale che è quello di fottere
  • le une e gli altri piegano in questa prospettiva il linguaggio come un utensile servile, in nessun rapporto con la verità delle cose
  • non vedono, non sentono, sembra quasi che non vivano in carne ed ossa
  • non cedere loro spazio — mai. Nemmeno quando incominciano a spandere la melassa di gentilezze miracolose. . .pena l’essere trascinata nel delirio della ragione e finire con l’essere manipolata

 

Infine, non mancare di farmi cogliere di sorpresa dall’ultimo oro del tramonto che discende l’orizzonte lontano da qui, e nel cielo sul cortile giunge specchiandosi in volo sotto l’ale dei rondoni che in tutte le direzioni battono l’aria delle loro grida.