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Category: lo statuto della notte

Qualche cosa che passa

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Di notte dunque tu crei
di notte discendi dai cieli
— DMT

 

 

Nel buio della notte, nel cuore del silenzio, accade di vegliare qualche cosa che passa, che annebbia di sonno, che desta dal sonno, che tende queste fibre fino allo spasimo muto.

 

 

 

 

 

Nutrimenti

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Nutrirsi con rispetto, tema e gratitudine verso le donne e gli uomini che coltivano la terra con rispetto e nutrimento di lei ; verso la terra e i suoi frutti sensibili che muoiono in noi. Rendere grazie, sempre, gustando sia la gioia del cibo che l’attonito stupore che alla fine ci sopravanza.

Dopo tante difficoltà e con un vigoroso sostegno, finalmente questa sera sono tornata a fare la spesa al mercato contadino nella zona universitaria. E il nutrimento più prosaico diventa anch’esso rito nella preparazione notturna di quei gusti, di quei gesti, di quella vita vegetale silenziosa appena colta.

 

 

 

 

 

 

Il cuore

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La calma del mio cuore stanotte, nel silenzio della stanza il suo battito ritrovato regolare — il mio cuore, il suo coro, la sua voce. La mente che divaga nel buio in intimità con le cose. Di mai conosciuto prima è possibile adesso qualcosa in questo sgombero favoloso.

………….

 

 

 

 

 

 

Un chiarore per se stesso

 

 

 

In qualche istante la nebbia ha avuto ragione su di noi, sulle nostre vite luccicanti e prive di splendore. Un corpo di chiarore per se stesso, ha occupato tutta l’aria e le distanze un dipanare di sogno, e la pietra manufatta e il suo detto solitario nuovamente si confidano nell’occhio restituito d’improvviso alle selve.

 

 

               Une clarté en soi

En un rien de temps, le brouillard nous a englouti, nous et nos vies scintillantes et privées de splendeur. Bloc de clarté en soi, il a occupé tout l’air et les lointains démêlant le rêve. Alors, la pierre taillée et son dit solitaire se confient à nouveau dans la vue des forêts soudain retrouvée.

              Traduzione dall’italiano di Philippe Aigrain

 

              Cliccare QUI per la pagina dedicata sul sito di Philippe Aigrain

              Cliccare QUI per leggere la NOTA ALLA TRADUZIONE

 

 

 

 

 

Prospettiva orizzontale

 

 

 

” Vis me mouvant comme un plongeur sur le fond-s d’une inconnaissance. Et dans l’opaque ne vois que les détritus de soi. “

Serge Marcel Roche

 

Mi vedo muovere, come un nuotatore sul fondo-dei-fondi di una inconoscenza. E nell’opaco non scorgere nient’altro che i detriti di sé.

Traduzione dal francese di rosaturca

Horizontal et l’ennui – notation 11

cliccare QUI per la lista completa tradotta in italiano

 

 

 

 

 

 

Senza rete

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Tempo liberato. Spazio liberato nel pensiero, deserto. Possibilità dello stupore.

Calma, sconosciuta. Persa l’idea dell’ascolto : abbandonata. Sola con me stessa. Viva. Nel mondo materiale delle cose, nella luce materiale di tutte le ore del giorno. Nelle sere. Nelle voci della notte.

Il mondo nuovamente diventato grande, per la distanza ridiscesa fino a qui. Guardare, sentire, lavorare, capire.

 

 

 

 

 

 

La memoria di un giorno

 

 

 

Come del tempo la risacca s’arresta        e là, dove s’accumula, volenterose mani accorrano a dipanare

così, l’oscurità.

 

 

 

“j’aimerais tant
pouvoir être
comme ce jour
qui n’a pas
le sentiment
d’en être un.” *

Pierre Soupir 

Le rythme constant de l’oubli

 

 

* poter essere        
             – mi piacerebbe tanto –
come questo giorno
che non ha
il sentimento di essere
uno.

Traduzione dal francese di rosaturca