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Category: commonplace

La più bella fioritura

 

 

 

Il rimanere fedeli implica un’uscita. Proprio se si rimane in Dio si esce da se stessi. Proprio perché si rimane, proprio se si è fedeli si cambia. Non si rimane fedeli, come i tradizionalisti o i fondamentalisti, alla lettera. La fedeltà è sempre un cambiamento, una fioritura.

Papa Francesco

 

 

 

 

 

 

Déstabiliser – Nicole Peter

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Le nuvole passano sopra di me, la testa mi gira e un senso di vertigine . . .

Basterebbe de-stabilizzare
dis-orientare
dis-equilibrare
chi guarda in un elogio del fragile dell’instabile del precario di tutto quanto si muove e non ritorna a posto, in un omaggio al vento e all’effimero, alla sabbia che non ha forma, alla piuma che volteggia intorno alla mia testa, all’acqua che scorre e non riviene mai allo stesso luogo, alla schiuma che non si può stringere nelle mani.

Basterebbe lasciarsi cullare da ciò che fluttua, si muove, avere per trattenersi nient’altro che friabili ramature, della sabbia sotto i piedi, della schiuma.

Basterebbe perdersi in apparenze mutevoli come in un labirinto e suscitare questo istante di smarrimento, quando il corpo vacilla leggermente e trema.

Basterebbe vivere tutti questi momenti di oscillazione leggera quando voltandomi, con un sentimento di quasi panico mi accorgo che la spiaggia dietro di me è lontana, che da molto tempo non tocco il fondo, ricordarmi di questi stessi istanti di sgomento quando in montagna, perduto il mio sentiero, capisco che sto girando intorno.

Quando i miei sensi mi ingannano divento vulnerabile, non ho più i piedi in terra e vacillo mentre i miei riferimenti scompaiono. Tutti questi interstizi entro i quali navigo regolarmente, sono altrettanti momenti che posso mettere a frutto per ancorarmi alle mie certezze e respingere tutto quanto in me è fissità e resistenza e durezza.

Scrivere in questi spiragli, nei margini della fragilità e della vertigine. Trovare le mie parole in questo sbilanciamento e in tutti questi passi falsi.

Diventerò allora come questa nuvola che si sfilaccia nel cielo e riprende forma un po’ più lontano o come questa piuma che danza deponendo secondo il gradimento del vento qualche traccia sopra una pagina bianca ?

 

 

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Nicole Peter
Traduzione dal francese di rosaturca

cliccare QUI per l’articolo in lingua originale

 

 
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Passages – cliccare QUI per il sito dell’autrice

 

 

 

 

 

 

Alain Badiou : penser les meurtres de masses

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Mi sveglio presto stamattina. Avrei tempo per uscire, ma resto in casa. Un altro giorno di traduzione della lunga conferenza di Alain Badiou al théâtre de la Commune d’Aubervilliers del 23 novembre scorsoPrima parte, La struttura del mondo contemporaneo. Traduco fino al paragrafo Les nouvelles pratiques impériales (escluso). L’esperienza del pensiero è molto intensa, come sempre al lavoro con un testo. Senza contare lo sforzo della mia andatura nella lingua, nella voce dell’altro. L’esperienza del pensiero s’incarna.

Il testo è un valido esercizio della ragione. E’ anche un punto di vista e una visione del mondo. E’ un carattere – filosofico – stringente, a tratti angosciante.

Leggo, rifletto, traduco. Penso, mi trasformo e torno sempre con la mente alla mole degli scritti di Pier Paolo Pasolini, alla vita interrotta di Pier Paolo Pasolini, al suo andare e tornare dall’inferno reale… Fino al momento in cui non è tornato più. La sua ultima intervista – QUI – la sera stessa in cui sarà ammazzato ( della quale stento a completare la pubblicazione su questo blog, per eccesso di dolore ) è un colpo che spinge la sua gittata lontano, molto più lontano dal punto in cui parlava : arriva fino a noi, a questi nostri tempi di omicidi di massa.

 

 

 
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