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Archives for: maggio 2018

Voyage au Lexique [fréquence 25] – S. M. Roche

 

 

 

 

 

 

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Suspendu, chutant, il faudrait l’écrire vertical puis obliqué par les vents cogner longtemps la fenêtre mais qui parmi les nombreux est aussi parallèle et près de l’horizon. On voit un cargo modeste sur son flanc, sang cuit qui se détache du rêve et des orages, du long gris fossile des durées, évidé, seul dans l’échouement. Finir ainsi, au bord de tout, liché par cette frontière, suçoté par les marées, sans éprouver d’elle(s) ni voir passer sur la corniche chaque jour à même heure dans une auto le spectre tricéphale d’un instant de bonheur. Conjointure de ses faces qui ne sont dos à dos, l’une tombe l’autre s’étale, et c’est d’un poids faramineux, d’une extrême immensité, tandis qu’au long du torse, de ta joue, ça caresse. Se trouver dedans, être sous, presque poisson-réflexe mais de surface, lagunaire, ou légèrement volant entre les deux abysses quasi-oiseau d’une mer et sa terre, intérieures. Encore, patienter son dégouttement, du tourmenté à l’évanescent, inattendu bien que prédit, une céleste dépression, éterniser de corps le fluide des secondes quand elle coule et ricoche contre les alluvions mentales, l’aggloméré de la poussière en concrétions pensives. Toute la langue côtière est giflée par l’altan, la trombe dure, ensuite, accalmié, l’on ramasse en sortant clovisses et bigornes jusque sur les toits ou pour l’un seulement quelque éros bleu pâle à tenir dans sa main. Au sein des terres très loin si gonflées de rivières, rien n’a changé.

 

serge marcel roche

 

 

Sospeso. ammutolente, bisognerebbe scriverlo verticale poi di traverso nei venti battere a lungo alla finestra — ma che fra tutti fosse anche parallelo e prossimo all’orizzonte.

Si vede un cargo modesto sul fianco, sangue cotto si distacca dal sogno e dalle tempeste, dal lungo grigio fossile delle durate, scavato, solo nell’incagliamento.
Finire così, a margine di tutto, leccato da questa frontiera, succhiato dalle maree senza provarle né vedere passare sulla cornice ogni giorno alla stessa ora in automobile lo spettro tricefalo di un istante di felicità.

Con — giuntura delle sue facce che non stanno dorso a dorso, ma l’una sprofonda e l’altra si mostra, ed è di un peso immane, di una estrema immensità, mentre lungo il torso, e la tua guancia, accarezza.
Trovarsi dentro, essere sotto, quasi pesce-riflesso ma di superficie, lagunare, volante appena tra i due abissi, quasi uccello di un mare e della sua terra, interiori.

E ancora, pazientare il proprio disgusto, dal tormentato all’evanescente, inatteso benché predetto, una depressione celeste, eternare dei corpi il fluido dei secondi quando cola e rimbalza contro le alluvioni mentali, agglomerato di polvere e concrezioni pensive.

Tutta la lingua costiera è schiaffeggiata dall’altan, la tromba marina, in seguito, bonaccia, si ramazza estraendone fino ai tetti vongole e zirconi oppure per uno soltanto qualche eros di un pallido blu da tenere nel suo palmo della mano. In seno alle terre molto lontane così gonfie di fiumi niente è cambiato.

traduzione dal francese di rosaturca

 

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Nutrimenti

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Nutrirsi con rispetto, tema e gratitudine verso le donne e gli uomini che coltivano la terra con rispetto e nutrimento di lei ; verso la terra e i suoi frutti sensibili che muoiono in noi. Rendere grazie, sempre, gustando sia la gioia del cibo che l’attonito stupore che alla fine ci sopravanza.

Dopo tante difficoltà e con un vigoroso sostegno, finalmente questa sera sono tornata a fare la spesa al mercato contadino nella zona universitaria. E il nutrimento più prosaico diventa anch’esso rito nella preparazione notturna di quei gusti, di quei gesti, di quella vita vegetale silenziosa appena colta.

 

 

 

 

 

 

Per un sapere di esistere

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Fra scampanii di bronzi annunzianti nell’aria la discesa dal colle di San Luca della Madonna Odigitria, i fraseggi insistiti che fa il merlo e rare grida in picchiata dei rondoni ; le lingue delle creature alate fluiscono naturalmente nell’orecchio in cui risuona un comune sapere di esistere, custodia e lietezza che felicemente in dialogo ri — chiama.