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Category: Il viaggio di Demetra

La forma

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Forse la forma non è mai la forma di qualcosa,
forse non ha nient’altro da mostrare all’infuori di se stessa.

 

 

Nuovamente ho conquistato la forma verticale — ho due gambe, le braccia, le spalle, il petto leggero con un respiro diverso. Abbiamo nuotato in piscina di sera e poi su per le vie delle colline, mentre scivolava il sole al tramonto. La fine dell’estate è un sudario che si svolge nell’aria ferma e calda, e già le brezze della sera portano con sé il profumo delle erbe aromatiche secche ormai come i prativi tagliati e secchi, come le stoppie rimaste sui campi. Porzioni sempre più ampie di splendore cedono all’ombra sempre più densa e umida.

Che il lavoro di raccolta dei materiali per Il viaggio di Demetra fosse anche il primo passo verso il nuovo impegno di ” mettere in forma ” tutti i miei versi — questo l’avevo intuito. Ma non potevo prevedere quello che mi sta succedendo in questa scelta dei testi, della loro posizione, apparentemente un’operazione esterna al fare poetico che si è compiuto già, un secondo passaggio, un fare ritorno senza sorpresa ai momenti singolari dell’ispirazione.

E poi non è così. L’irripetibile del mondo che le parole una prima volta hanno vibrato in ogni poesia si fa incontro nuovamente, ma in un modo diverso. E questo modo è la forma : qualcosa che da se stessa da sempre scandisce il ritmo e l’andatura alle voci dei versi nelle cortine della nostra temporalità. Ogni poesia una visitazione ; e l’attenzione dell’ascolto è da disporre tutta verso il riconoscimento, l’autenticità di quel primo disegno.

 

 

 

 

 

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Incomparabile

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La cena è stata semplice ; le verdure cotte in salsa hanno lasciato un gusto dolce in bocca. Un raro momento con la mente in pausa, con l’orecchio in ascolto soltanto in un’immanenza terrena di gesti prosaici, quotidiani.

Ogni giorno aggiungo altri testi al Viaggio di Demetra. E’ svanito come la nebbia al sole il timore iniziale che avevo per la poca quantità di testi revisionati da inserire nella raccolta – ne esistono infatti degli altri di un’estate fa, in un taccuino chissà dove sugli scaffali delle librerie… Svanito dunque il timore nel momento in cui ho cominciato ad aguzzare l’ascolto delle poesie fino al punto in cui le ho viste muoversi all’interno in un modo che lasciava intravedere un incedere duplice del senso, che mentre circoscrive puntuale il momento in cui svolge la sua immaginazione pure va spaziando di abbandono in abbandono, fino a compiere da se stesso la rivelazione della sua forma.

 

 

 

 

 

 

Il viaggio di Demetra

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tutto è compiuto. Regina senza regno Demetra non finisce di passare sotto finestre accostate in ogni ora del giorno per la calura estiva ; la notte giace addormentata abbandonata ai margini delle vie.

Passa davanti come un’afa marcita e levantina, sciroccale si acquatta sulle sabbie del cuore.

Ma la teoria delle sue processioni senza stuoli è nei meriggi, quando passa inattesa a brandire di parole necessarie il tempo – che non ha parole – e a ridonare il soffio di una nuova cicatrice per ogni spirito vitale.

 

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