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Archives for: settembre 2018

L’AMORE DELLA MADRE

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Luisa Muraro

 

 

 

La società patriarcale, nella quale la filosofia si è sviluppata, cura l’amore tra madre e figlio come il suo bene più prezioso. E’ il focolare in cui ardono i grandi desideri, la cucina delle imprese sublimi, l’officina della legge. Tutto sembra far capo lì. Se c’è una cosa che io invidio agli uomini, e come non invidiarla, è questa cultura dell’amore della madre in cui sono allevati.

. . . . . . .

Sono nata in una cultura in cui non si insegna l’amore della madre alle donne. Eppure è il sapere più importante, senza il quale è difficile imparare il resto ed essere originali in qualcosa.

 

 

 

 

 

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L’ordine simbolico della madre di Luisa Muraro
Editori Riuniti. 2006
 

 

 

 

 

 

Tempo ordinario

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Difficile – ma necessario – ricominciare a secernere le fila della tessitura del senso dei giorni ; farlo da queste proprie fibre di carne e sangue e spirito immobile e ammutolito

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

 

 

 

 

 

 

CONVERSATION – Serge Marcel Roche

 

 

 

 

 

 

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Une autre conversation
(avec S., au lieu-dit Le pied du boa)

 

 

Sur le sol tiède de l’allée
Tapie entre deux captures de nos rêves
La forme d’un engoulevent
Immobile

Mesure l’ombre que nous portons

C’est la nuit déjà
Le silence

Parlons d’enfance
De son rapide envol
De la vie qui n’est que rémission

L’obscurité grandit
Je n’ai plus d’yeux pour voir en elle
Pour reconnaître la tache blanche à l’aile

L’oiseau a jugé la distance
Tandis qu’il s’élance
Il nous faut rejoindre l’auto

 

Serge Marcel Roche

 

 

Sul suolo tiepido dell’andata
acquattata fra
due catture di nostri sogni

la forma di un caprimulgo
immobile
là        misura
l’ombra che portiamo

già la notte
il silenzio

noi parliamo dell’infanzia
dal rapido involo
della vita — null’altro che remissione

cresce l’oscurità
non ho più occhi per vedere in lei
e riconoscere la macchia
bianca
all’ala

l’uccello ha ponderato la distanza nel suo slancio

ci conviene raggiungere l’auto

 
traduzione dal francese di rosaturca
estratto della raccolta CONVERSATION di Serge Marcel Roche

 

ebook gratuito scaricabile qui :

https://chemintournant.com/2018/09/02/conversation-en-images-4/

 

 

 

 

 

 

Una mancata ebrezza

 

 

 

 

 

Nero su bianco fermo questi passaggi di pensiero — e invece avrei fermato a colori il miele e l’arancio nel cielo di ieri, mentre veniva plasmando luci e vapori sopra la stretta via fra gli antichi palazzi dell’università ; nel pomeriggio minacciava temporale, ma ora il vento leggero e freddo premeva una teoria di nuvole sospese a mezz’aria, e il tramonto mutava i corpi d’acqua pregnandoli d’inediti riverberi di luce.
E poi, sono stati i banchi del mercato a catturare la mia attenzione nella spesa contadina della sera.

Con le sporte di verdure fresche, siamo entrati nel locale dall’aspetto dismesso ad arte dove un tavolo per quattro era stato prenotato per la nostra cena ; prima di cominciare, nello specchio del bagno delle donne ho colto sul mio viso e ho avvertito nelle membra lo slancio pronto all’abbandono conviviale.

Per tutti il cibo sarebbe stato squisito, il gusto esaltante, una combinazione inedita e una preparazione accurata di alimenti semplici. E tuttavia non abbiamo ecceduto la misura solitaria della soddisfazione di un bisogno di mangiare, niente più di questo ; non abbiamo imboccato la via promessa nel gusto che ci avrebbe sciolti e condotti fino al dio — che ci avrebbe abitati per un poco, e ci avrebbe ricongiunti nell’entusiasmo misterioso di brillare alla luce del suo sorriso.

 

 

 

 

 

Settembre per noi

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Denso di bianco il cielo di nuvole, calda e umida l’aria immota. Fuori è un chiarore privo di splendore, accompagnato da piogge pazienti e inattesi arcobaleni sul cuore antico della città che si rispecchia sulle scie bagnate del selciato.

Si sta più in casa, si incomincia, anche di giorno con la luce delle lampade accese ; si alternano i pasti al riposo, le cure di casa a quelle di cucina. E si legge con più calma e trasporto, si scrive anche, con più abbandono.

 

 

 

 

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