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Ricordando la venuta al mondo di Paul Celan

 

 

 

 

 

Non scriverti
tra i mondi,

tieni testa
alla varietà dei significati,

fidati della traccia di lacrime
e impara a vivere.

Paul Celan

 

 

 

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qualcosa che riguarda da vicino l’io poetico, il suo profilo e la densità interiore ed esistenziale di chi scrive. Qualcosa che non si limita ad alludere al dolore e lo rende esplicito nel canto. Qualcosa che rivela la resistenza del poeta nel canto. Dunque, l’uomo, il poeta, il suo dolente incedere nei tempi a lui contemporanei ed il suo essere una creatura durevole dentro tale scenario. Qualcosa, l’esegesi di una poetica tutta raccolta nelle poche righe di una sintesi estrema,

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Non sono mai andato a Thiais per portargli un fiore, e non se nemmeno se mai più potrò permettermi di farlo. Lo depongo idealmente qui, ora, nella forma di minuscolo ricordo.

E’ un fiore semplice, il mio, come una margherita di campo. Come un fiore spontaneo, di quelli che nascono come vogliono, quando vogliono, dove vogliono in un prato brado, all’improvviso. Sbocciano inattesi e non visti. Come accade spesso alle parole dei poeti e nelle visioni dei profeti. Come sboccia in eterno e per sempre il tuo canto sublime, carissimo Paul.

Giordano Mariani

 

( cliccare QUI per l’articolo completo su EXTEMPORALITAS – il sito dell’autore )

 

 

 

 

 

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